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mercoledì 21 dicembre 2016

firma contro la legge Delrio


Ciao,
Ho appena lanciato la petizione "CSA: STOP alla Legge Delrio" e vorrei sapere se puoi darmi una mano aggiungendo la tua firma.
Il mio obiettivo è¨ raggiungere 100 firme a ho bisogno di maggiore sostegno. Puoi saperne di piu¹ e firmare la petizione qui:
Grazie!
angelo
PS. Condividete e diffondete


Vogliamo che la legge Delrio sia dichiarata incostituzionale, visto il taglio drastico che ha operato alle risorse destinate ai servizi pubblici essenziali e quindi  lede i diritti fondamentali della collettività nonchè del personale delle province. La Legge Delrio è palesemente viziata da molteplici profili di illegittimità ampliati dalla mancata riforma costituzionale .Chiediamo la riattribuzione alle Province di tutte le funzioni precedentemente di loro competenza e di rendere illegittima la reiterata sottrazione delle risorse finanziare ai bilanci provinciali. 



mercoledì 14 dicembre 2016

ABROGAZIONE DELLA LEGGE DELRIO !!! Lo chiede con forza il CSA

Verbale della riunione del Dipartimento Regioni/Province del 13 dicembre

Del resto, alla luce del voto referendario, oggi la difesa degli enti locali e dei relativi lavoratori è diventata una priorità assoluta, da affrontare con la massima urgenza. Purtroppo siamo in mano a politici che continuano ad aggirare l’ostacolo del voto popolare, ma anche sul fronte di quelli che si sono imbarcati con noi nella battaglia per il NO si nota una certa inefficienza e una mancanza di idee chiare. Quindi, siamo ormai arrivati al punto di dover decidere il nostro futuro con le nostre mani.
Durante la campagna referendaria abbiamo evidenziato il vero problema, che è quello di dare sostegno alla parte debole del paese, ed in particolare ai lavoratori che si trovano maggiormente in difficoltà, vale a dire quelli degli Enti Locali (Province, Regioni e Comuni). E questa è la grande sfida che andremo ad affrontare, passando attraverso il Consiglio Nazionale.
In coerenza con l’obiettivo più volte annunciato di rimettere al centro la “vera” Costituzione, in tutti i suoi aspetti, è stato dato mandato al prof.Nicola Coco, responsabile dell’Ufficio Legislativo, di redigere un documento contenente alcune ipotesi di intervento, concrete e percorribili, che è stato esaminato in loco.
Tale documento – come ha spiegato lo stesso prof. Coco nel corso della riunione – traccia la possibilità di ricorrere alla Corte Costituzionale per far dichiarare l’incostituzionalità della Legge 7 aprile 2014, n.56 (Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni), altrimenti nota come Legge Del Rio, che è affetta da gravi vizi di violazione di principi e regole fondamentali per l’ordinamento italiano, sollevando il conflitto di attribuzioni fra Province e Stato.
Vincere questa battaglia significherebbe anche, e soprattutto, puntare al reintegro dei circa 20mila lavoratori degli Enti Province esodati, che oggi si vedono negare le proprie funzioni e vengono tenuti in “parcheggio”, con contestuale richiesta di risarcimento dei danni subiti dal 2014 ad oggi.
Il Dipartimento si attiverà per vagliare l’attendibilità del progetto attraverso una raccolta di firme fra i lavoratori, che permetterà anche di verificare ciò che essi vogliono realmente e di coinvolgerli come protagonisti attivi della grande sfida che stiamo lanciando alla politica. Una sfida che ha come obiettivo ultimo quello di demolire tutta l’architettura di un sistema che, in questi anni, ha messo nel mirino il lavoro pubblico e privato e che ha sminuito il ruolo degli enti locali anche attraverso la creazione delle Funzioni Locali. Altro cavallo di battaglia è la salvaguardia delle 31 funzioni delle regioni.
Secondo Francesco Garofalo, infatti, proiettare all’esterno l’analisi fatta dal prof.Coco metterà in allarme il governo e troverà spiazzate Cgil Cisl Uil. E questo ci permetterà di acquistare enorme visibilità a tutti i livelli.
Ecco perché bisogna uscire prima degli altri con la nostra proposta, che avrà un effetto così dirompente da sollevare l’interesse della gran massa dei lavoratori, a tutti i livelli. E se ciò si realizzerà, potremmo costituire un vero e proprio Movimento nazionale delle autonomie locali.
Per questo, è importante dotarsi di una organizzazione solida, capillare e convinta di dare una svolta.
Tutti i presenti hanno manifestato grande entusiasmo per l’iniziativa avanzata dal Segretario Generale, approvando all’unanimità il documento predisposto dal prof.Coco.
Su proposta di Santi Paladino, il documento in oggetto sarà integrato con la proposta di abrogazione del comma 418 della legge 190/14, per il quale “Le  province e le  città  metropolitane concorrono al contenimento della spesa  pubblica  attraverso  una  riduzione  della spesa corrente di 1.000 milioni di euro per l’anno 2015, di 2.000 milioni di euro per  l’anno 2016 e di 3.000 milioni di  euro  a decorrere dall’anno 2017. In considerazione delle riduzioni di  spesa di  cui  al  periodo  precedente,  ciascuna provincia e città metropolitana versa ad apposito capitolo di entrata del  bilancio dello Stato un ammontare di risorse  pari  ai  predetti  risparmi  di spesa. Sono escluse dal versamento  di  cui  al  periodo  precedente, fermo restando l’ammontare complessivo  del  contributo  dei  periodi precedenti, le province che risultano in dissesto alla  data  del  15 ottobre 2014. (…)”
Per quanto riguarda l’organizzazione del Dipartimento, a fronte delle varie possibilità prospettate dal Segretario Generale, i presenti, riconoscendogli la massima fiducia circa la migliore soluzione da adottare, gli hanno dato mandato di individuare i nominativi e gli incarichi che ritenga più opportuni.
Il ruolo di Coordinatore del Dipartimento viene quindi assegnato ad Angelo Rossi, che rappresenta un Ente Regione, la Lombardia, che ha una rilevanza significativa nel nostro Sindacato. Inoltre, è stato deciso che ogni Ente Regione e Provincia dovranno fornire un nominativo per comporre una squadra forte, trasparente capace di fare rete e di farsi conoscere, innanzitutto attraverso un costante flusso informativo.
Il Dipartimento – che oltre ai presenti comprende anche i nominativi che hanno dato la propria adesione ma non hanno potuto prendere parte all’incontro odierno – è incaricato di predisporre il documento definitivo da presentare in Consiglio Nazionale, che dovrà essere pronto entro i primi di gennaio, per avviare immediatamente la consultazione fra i lavoratori. A tal fine, sarà predisposta anche la scheda per la raccolta delle firme, che dovrà essere svolta capillarmente in tutte le sedi.
Per dare ulteriore sostegno alla campagna, il Segretario Generale ha reso noto di aver già preso contatto con una autorevole figura del mondo giornalistico per impiantare una strategia che ci permetta di acquisire le necessarie entrature a livello mediatico.
In definitiva, Francesco Garofalo ha ribadito che nella riunione odierna è nato, con il contributo di tutti i presenti, un qualcosa di veramente importante, che va oltre il Dipartimento stesso: il CSA sta proponendo una reale alternativa ai lavoratori, che certamente permetterà di avvicinarli. La storia siamo noi, nessuno escluso!

martedì 6 dicembre 2011

Ecco come 9 articoli del decreto Monti in barba alla Costituzione aboliscono le Province.


 14. Spettano alla Provincia esclusivamente le funzioni di indirizzo politico e di coordinamento delle attività dei Comuni nelle materie e nei limiti indicati con legge statale o regionale, secondo le rispettive competenze. 15. Sono organi di governo della Provincia il Consiglio provinciale ed il Presidente della Provincia. Tali organi durano in carica cinque anni. 16. Il Consiglio provinciale è composto da non più di dieci componenti eletti dagli organi elettivi dei Comuni ricadenti nel territorio della Provincia. Le modalità di elezione sono stabilite dalla Regione entro il 30 aprile 2012. Decorso tale termine e fino alla data di entrata in vigore delle leggi regionali, si provvede in via sostitutiva, ai sensi dell'articolo 8 della legge 5 giugno 2003, n. 131, con legge dello Stato. 17. Il Presidente della Provincia è eletto dal Consiglio provinciale tra i suoi componenti. 18. Fatte salve le funzioni di cui al comma 14, le Regioni, con propria legge, provvedono a trasferire ai Comuni. entro il 30 aprile 2012, le funzioni conferite dalla normativa vigente alle Province,
 salvo che, per assicurarne l'esercizio unitario, le stesse siano acquisite dalle Regioni, sulla base dei principi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza. In caso di mancato trasferimento delle funzioni da parte delle Regioni entro il 30 aprile 2012, si provvede in via sostitutiva, ai sensi dell'articolo 8 della legge 5 giugno 2003, n. 131, con legge dello Stato. 19. Le leggi statali o regionali di cui al comma 16, provvedono altresì al trasferimento delle risorse umane, finanziarie e strumentali per l'esercizio delle funzioni trasferite, assicurando nell'ambito delle medesime risorse il necessario supporto di segreteria per l'operatività degli organi della provincia. 20. Gli organi in carica delle Province decadono al momento dell'entrata in vigore delle leggi statali o regionali di trasferimento delle funzioni. 21. I Comuni possono istituire unioni o organi di  raccordo per l'esercizio di specifici compiti o funzioni amministrativi garantendo l'invarianza della spesa. 22. La titolarità di qualsiasi carica, ufficio o organo di natura elettiva di un ente territoriale non previsto dalla Costituzione è a titolo esclusivamente onorifico e non può essere fonte di alcuna forma di remunerazione, indennità o gettone di presenza.
fonte Il Sole 24 Ore - leggi su http://24o.it/RGDIl