venerdì 27 gennaio 2012

SICUREZZA: VIGILI DIFFIDANO VIMINALE, NIENTE PIU' ORDINE PUBBLICO


Singole unita'" o "contingenti di
personale" della polizia municipale e provinciale non dovranno
piu' essere impegnate in "attivita' di ordine pubblico e
collaterali". E' una vera e propria diffida formale quella che
l'Ospol, l'Organizzazione sindacale delle polizie locali, del CSA ha
fatto avere stamane al ministro dell'Interno "a nome - attacca
il presidente, Luigi Marucci - dei 65mila vigili urbani che,
alla vigilia delle numerose manifestazioni previste nelle
prossime settimane in tutto il Paese, sono rimasti senza
tutela".
Casus belli, la decisione del governo Monti di cancellare
per tutti gli agenti ed ufficiali delle polizie locali
l'istituto dell'equo indennizzo inerente gli infortuni sul
lavoro, le malattie professionali e la pensione privilegiata
riconosciuta per causa di servizio. Istituto che invece - con
quella che i diretti interessati giudicano un "iniquita'
colossale" - resta operativo per tutte le altre forze
dell'ordine, il personale della difesa e il personale adibito
al soccorso.
I mali della categoria sono noti: "siamo senza strumenti e
mezzi per l'autodifesa - ricorda Marucci - senza addestramento
specifico nelle scuole di polizia e nei poligoni di tiro, senza
tutele assicurative e previdenziali e ora senza nemmeno il
riconoscimento del rischio incolumita' fisica, a differenza dei
colleghi delle altre polizie chiamati a svolgere il medesimo
tipo di servizio".Alle carenze d'organico, comuni a tutti
gli 8mila Comuni d'Italia, si somma "la mancanza di auto e moto
omologate per compiti di polizia, di vestiario idoneo e a
norma, di strumenti di autodifesa come il giubbotto antitaglio,
il Key defender a getto balistico (lo spray al peperoncino,
ndr) e lo sfollagente, esplicitamente previsti dalla legge per
servizi di ordine pubblico".
Ora, "con la cancellazione dell'equo indennizzo si apre una
falla nel sistema sicurezza a livello locale". La diffida al
Viminale, gia' "girata" a sindaco, prefetto e questore di Roma
"sara' inoltrata nelle prossime ore - assicura l'Ospol CSA- ai loro
colleghi di tutta Italia. Nel caso la nostra richiesta non
dovesse essere accolta, siamo pronti a rinunciare alla
qualifica di agente di pubblica sicurezza e a restituire l'arma
d ordinanza".

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